Fava

Chiariamo subito che la Fava greca non ha nulla a che fare con quella italiana. La fava greca è il seme della pianta lathyrus clymenum, tipica dell’area mediterranea. La variante più famosa è la fava di Santorini, dove il terreno vulcanico regala un sapore davvero unico a questo legume. Si è scoperto che la fava si è coltivata a Santorini sin dall’età del Bronzo, 1,500 AC e si continua a produrre anche oggi, infatti ogni famiglia ha di solito la sua piccola (o grande) quantità di fava! Ed è un prodotto PDO. Viene essiccata al sole, questo le regala un sapore più dolce e una consistenza unica. Se vai in vacanza a Santorini non dimenticare di comprare almeno un pacco di fava, è facile da replicare a casa!
La fava si coltiva anche in altre aree della Grecia.
Di solito si cucina come un purè e, mi raccomando, se non vuoi attirare l’antipatia dei greci, non chiamarla hummus, sono due cose davvero differenti.
La fava greca è un piatto tradizionale, semplice e si cucina con pochi ingredienti. Potrai trovare anche qualche variante come la fava pantremeni (sposata) servita con capperi e pomodori secchi, o le favatokeftedes, polpette fritte di fava o il risotto con la fava. Ma il più delle volte la troverete nella sua forma classica, il pure.
E’ un piatto davvero delizioso, pochi ingredienti ma di qualità, una consistenza di velluto su cui si versa olio extra vergine d’oliva. In Grecia viene ordinato come antipasto al ristorante mentre a casa può essere servito anche come primo.
La fava rispecchia la semplicità non solo della cucina greca ma in particolare la frugalità della vita delle isole, dove ci si deve organizzare con poco.
Oltre ad essere un piatto molto buono ha anche ottimi valori nutrizionali e contiene proteine e carboidrati.