Epiro

La misteriosa ed affascinante regione dell’Epiro è stata la culla delle civiltà illirica. La regione è famosa per la presenza del Santuario di Dodona, l’antico oracolo greco, il secondo oracolo più prestigioso dopo Delfi. Le affascinanti località della zona sono adatte a chi ama andare alla ricerca di luoghi non turistici e lontani dalle mete più note. L’Epiro si estende nell’Albania del sud e nella Grecia nord-occidentale. La regione, attraversata dalla catena del Pindo, è prevalentemente montuosa e presenta un paesaggio aspro e scosceso.

Epiro da non perdere

Cosa vedere nell'Epiro

Dal 1832 al 1881, il confine nord-occidentale del nuovo stato greco correva appena a sud di Arta, terminando nel Golfo di Amvrakian a Menidhi (oggi famoso per i suoi ristoranti di pesce specializzati in gamberi allevati nel golfo). Poi il trattato di Berlino ha dato la città alla Grecia, insieme alla Tessaglia. Sebbene fosse la capitale del ducato di Ipiros e quella del re Pyrrhos (297–272 a.C.), da allora la città, con i suoi poco più di 20.000 abitanti, non ha quasi più dato sue notizie: ma alcuni bei monumenti bizantini fanno di sicuro meritare una sosta.
La più importante di queste è la chiesa Panagia Parigoritissa, una chiesa a cinque cupole (visitabile dal martedì alla domenica con l’orario 8.30-14.00), iniziata nel 1283, con un bel mosaico di Cristo Pandokrator nella cupola principale. Un tempo questa chiesa era il cuore di un monastero, il cui refettorio ospita una collezione archeologica sporadicamente aperta. Circa 2 km a sud, ai margini della città, a Kato Panagia, c’è un convento che ospita al suo interno eccellenti affreschi. Puoi girare con un’auto, andando alla scoperta di antiche chiese, la migliore delle quali è sicuramente Panagia Vlahernon 6 km più a nord, luogo di sepoltura di alcuni sovrani del ducato; la chiesa ospita un bellissimo mosaico. Arta sorge all’imbocco delle gole del fiume Louros. La cittadina non ha molto da offrire in termini di strutture turistiche: un paio di hotel malandati e alcuni bar vicino al famoso vecchio ponte sul fiume Arakhthos. Una delle strutture ricettive della cittadina è l’Hotel Byzantino, un 4 stelle che offre lusso a prezzi economici.
Procedendo in senso antiorario attorno al golfo, la successiva città che incontrerete è Preveza, antica Actium, dove nel 31 a.C. Ottaviano (in seguito Augusto) sconfisse Antonio e Cleopatra nella battaglia omonima. Con l’imponente castello di Agios Andreas all’estremità nord del golfo, e un caratteristico quartiere antico che corre intorno alla torre dell’orologio veneziana, il paese può essere molto piacevole per trascorrere una serata mangiando in una delle taverne del centro storico.

Dove mangiare nell'Epiro

Se hai una macchina a 25 km a sud-ovest verso Koronissia nel mezzo del golfo, troverai ottime taverne di pesce, di cui la migliore è Myrtaria.
A Preveza fermatevi per una cucina casalinga ottima e a poco prezzo da To Kohyli (Parthongogeio 9), è aperto anche fuori stagione.
Le taverne a Parga cambiano rapidamente; i posti preferiti di Matt Barrett che hanno resistito nel tempo sono Golfo Beach, una taverna tradizionale di culto nata negli anni ’70, Filomila a Tourkopázaro, un ristorante italiano in cui è meglio prenotare, e il bistrot centrale Eden / Edem sulla Platia Agiou Dimitriou, il miglior ristorante per colazione, caffè, succo di frutta, snack in città.
Sempre con la macchina, dirigiti verso Agia e poi lungo una strada laterale verso la baia di Sarakiniko per una nuotata e un buon pasto alla Christo’s Taverna, dove le verdure sono organiche e i frutti di mare locali.
Oltre Parga, a 2,5 km dalla città di Anthousa, arroccata sul fianco della montagna, fermatevi alla Vassilis Taverna, uno dei primi ristoranti della zona. 

Storia, informazioni utili ed i consigli di Matt Barrett nell'Epiro

La regione è sempre stata una zona paludosae rimasta abbastanza isolata; in antichità, era noto solo per la presenza dell’oracolo e del santuario. Durante il periodo bizantino, l‘Epiro acquistò più importanza come quartier generale del Despotato, un ducato periferico di Arta, fondato dopo il saccheggio latino di Costantinopoli nel 1204. Ma Ioannina fu sempre la città medievale più importante, tanto più sotto la regola del leggendario Ali Pasha, che intrattenne Lord Byron nel 1809.

L’Epiro non fu unito al resto della Grecia fino al marzo del 1913, dopo la prima guerra balcanica. Alla seconda guerra mondiale seguirono anni di occupazione,  prima italiana e, dopo il settembre 1943, tedesca. Durante l’occupazione tedesca ci furono importanti rappresaglie,  contro le attività di resistenza dei locali. Molti villaggi di montagna furono incendiati, e la comunità ebraica di Ioannina fu esiliata. Il peggio si scatenò durante la guerra civile del 1947-49, quando l’esercito democratico dominato dai comunisti aveva praticamente la propria sede a livello locale e fece la sua ultima resistenza sul monte Grammos, a cavallo della frontiera albanese.
Durante gli anni ’50 si è avuta una massiccia emigrazione verso Ioannina, o Atene, oltre a migrazioni esterne oltreoceano, specialmente in America e Germania. Solo dalla fine degli anni ’70 c’è stato un turismo significativo qui, principalmente verso la costa (in particolare Parga) e lo Zagoriano Pindos, con alcuni dei villaggi più fotogenici sulla terraferma.

Foto dell'Epiro

Come arrivare nell'Epiro

Con la nuova autostrada, puoi venire in macchina da Atene fino all’Epiro in meno di 6 ore, attraverso il ponte Rio-Andirrio; da Salonicco, fino alla Via Egnazia, probabilmente non ci sono più di 3 ore. Gli autobus impiegano più tempo, ma ci fino a 9 corse al giorno da Arta e Ioannina e da Atene. Sia Olympic che Aegean volano a Ioannina almeno quotidianamente da Atene, mentre le tratte interne sono temporaneamente sospese. 

La mappa dell'Epiro

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