Amorgos


La Grecia autentica in una delle isole greche piu’ belle delle Cicladi. Amorgos è un paradiso per chi ama il mare
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Amorgos è una tranquilla isola nel cuore dell’Egeo, fatta di casette bianche, villaggi calmi, vallate fiorite e un mare trasparentissimo. Sull’isola è stato girata la prima parte del film “The big blue” di Luc Besson, e questo continua ad attirare un maggior numero di francesi rispetto alle altre isole delle Cicladi.

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L’isola non è turistica, ma adattissima per una vacanza di relax, per chi ama la tranquillità, le passeggiate a piedi nella natura più incontaminata, ed i villaggi tradizionali.

Amorgos da non perdere

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Cosa vedere ad Amorgos

Amorgos ha due porti, Katapola a sud-ovest e Egiáli a nord-est, alle estremità opposte dell’isola. Il capoluogo è Chora, un villaggio di 500 abitanti sulla cima della collina. Il villaggio è raggiugibile attraverso una strada lunga e tortuosa, 7 km di salita o una più piacevole passeggiata di un’ora lungo il sentiero n. 2, Photodotis. Nel villaggio non si può entrare con la macchina, ma c’è fuori un parcheggio dove poterla lasciare. L’architettura è quella tipica delle Cicladi ed è rimasta praticamente intatta, con archi, cupole, stele antiche lavorate, scalinate con caffè alla moda e il costante gemito del vento. Tutto è avvolto attorno a questo costone di roccia, un luogo strategico fortificato dai veneziani e indubbiamente dai precedenti occupanti.

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A circa 20 minuti a piedi c’è l’attrazione principale dell’isola: il monastero sulla scogliera di Hozoviotissa (8: 00-17: 00-17: 00), aggrappato alla sua roccia a 300 m sopra l’Egeo come un “cassettone” (così l’ha definito l’esploratore francese Pitton de Tournefort ). Il monastero fu fondato nel 1088 nel periodo dell’imperatore Alessio Comneno. Anche Le Corbusier fu molto impressionato dalla sua visita all’inizio del XX secolo, senza dubbio dalle enormi scale di ingresso scavate nella roccia, e dal piccolo katholikon vincolato dalla stessa formazione. Sebbene sia stato costruito per 30 monaci, il monastero è oggi sede di soli 3 persone, tra cui l’abate Spyridon; uno di loro (o un lavoratore laico) saluta i pellegrini con il consueto loukoúmi e il colpo di rakí psiméni (lo zenzero amazzonico riscaldato con miele e spezie). Dalle terrazze si possono facilmente scorgere Astipálea e Anáfi rispettivamente a sud-est e sud-ovest. La cantina al piano terra è meritevole di un museo ecclesiastico inaugurato nel 2008, ma gli orari di apertura sono irregolari. Il principale festival annuale è il Isodia tis Theotokou, Presentazione della Vergine, e si svolge il 21 novembre. Avventori da tutte le Cicladi sfidano il tempo, spesso non ottimo in questo periodo, per partecipare.
L’unico altro monumento ortodosso nel sud-ovest con un prestigio paragonabile è il piccolo monastero delle oasi di Ágios Georgios Valsamítis (solitamente aperto), a circa 3 km a sud-ovest di Hora; un sentiero importante ma non segnalato che inizia a sud del villaggio consente di evitare la maggior parte della strada (ma attenzione alle mucche al pascolo che appartengono al macellaio di Hora…sono imprevedibili e una ha tentato di divorarmi). Il monastero è costruito sul sito di un oracolo d’acqua, usato fin dall’antichità per la lettura delle acque. La Chiesa ortodossa ha cementato il bacino di raccolta negli anni ’60 per fermare queste pratiche “pagane”. Per fortuna si può ancora vedere l’acqua, oltre ad alcuni affreschi pregiati.
Katápola ha spiagge funzionali e comode e la maggior parte degli alloggi nel sud-ovest, ma è l’area in cui la proprietà immobiliare della seconda casa sta iniziando a proliferare. La vicinanza a Hora e diversi percorsi segnati sono i principali punti di forza.
Egiáli ha una lunga spiaggia, splendidi tramonti e buone taverne. Se la spiaggia principale non fa per te, un sentiero porta a Psilí Ámmos, che cattura il sole del tardo pomeriggio ed è frequentata da nudisti. Un percorso più accidentato prosegue fino ad arrivare all’Hokhlakás naturista, 45 minuti in totale dal porto.
Molti sentieri partono da Egiáli; il sentiero n. 4 “Melanía”, rende facile un giro di 2,5 ore da Egiáli attraverso il villaggio di Langáda, il piccolo villaggio pastorale di Stroúmbos, la cappella Astrátios costruita tra le rovine delle fortificazioni classiche e il villaggio di Tholária.
Langáda, con 220 abitanti, è la “capitale” del nord-est. Un’attrazione è Iamata, la distilleria di oli essenziali e il centro di infusi a base di erbe gestito da Vangelis Vassalos.
Tholária è ancora più suggestiva di Langáda, anche se piuttosto ventosa grazie alla sua posizione su un valico. Nel sottosuolo della chiesa di Ágii Anárgyri si trova un eccellente museo ecclesiastico (aperto su richiesta) di icone insolite e pezzi di schermi di icone salvati dalle cappelle di campagna; il lungo porticato oltre Ágii Anárgyri, coperto da fídes (tronchi di ginepro stagionato), è molto fotografato. La settimana dopo Pasqua è un momento eccellente per visitare Amorgos per osservare l’usanza del periforá tis ikomas – la processione della santa icona della Vergine di Hozoviotissa che vengono portati a piedi in vari villaggi chiese per conferire benedizioni. I laici – non solo i sacerdoti – prendono a turno l’onore di portare l’icona per una certa distanza.

Dove Mangiare ad Amorgos

Ottime taverne tipiche in quest’isola autentica delle Cicladi. Oltre ai piatti tipici, sono disponibili anche menu che includono pasta o pizza.

Storia, informazioni utili ed i consigli di Matt Barrett su Amorgos

L’isola di Amorgos durante il periodo cicladico ospitava più di dieci centri abitati, dotati di acropoli e piazze e palazzi, e necropoli. I ritrovamenti, soprattutto statuette, fatti in diversi cimiteri testimoniano l’importanza dell’isola in quel periodo. Successivamente, nel periodo arcaico, l’isola aveva ben tre polis indipendenti, ognuna con le proprie leggi e che usavano la stessa moneta. Di queste tre città Egiali, Minoa e Arcesine, troviamo ancora oggi resti sparsi in tutta l’isola, soprattutto le forti mura di quest’ultima, le torri, le tombe, vasi ed iscrizioni.
In età classica l’isola era famosa per la produzione di vesti di lino del tipico colore rosso, colore derivanti dal materiale utilizzati, i licheni presenti sull’isola. In età romana ‘isola ospitava esuli e confinati politici, per poi essere occupata dai pirati in epoca medievale. L’isola rimase deserta fino all’anno mille, fino alla fondazione del monastero di Panagia Hozoviotissa.

Storia ed Info su Amorgos

Dove Dormire a Amorgos

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Foto di Amorgos

Come Arrivare ad Amorgos

Amorgos non ha aeroporto. Dal Pireo, i Blue Star Ferries partono non tutti i giorni alla settimana, con partenza di solito alle 17.30), via Páros, Náxos, di solito Sýros, e Náxos o Amorgos. L’arrivo è in genere alle 13.30 in Katápola o Egiáli. La stessa barca continua per Astypálea per poi continuare per il Dodecaneso. Il traghetto da Amorgos per il Pireo è in genere 6am; ma c’è anche il servizio del piccolo Skopelitis Express, che parte alle 7am da Egiáli o Katápola a giorni alterni e passa diverse isole prima di raggiungere Náxos verso le 11.30am. Quindi parte alle 15:00 in direzione inversa, raggiungendo Amorgos verso le 19.30, dove si visita. Ci sono anche alcuni viaggi occasionali settimanali su traghetti convenzionali che fanno base su Sýros, e solo in alta stagione, un traghetto ad alta velocità o catamarano dal Pireo o Rafina al mattino, arrivano nel primo pomeriggio a Katápola e ritornano immediatamente. Ci sono alcuni posti per il noleggio di auto e scooter in Egiáli e Katápola, ma ricorda che Amorgos è un’isola per escursionisti. L’unico servizio di autobus semi-utile collega Katápola, Hora e Hozoviotissa. I taxi sono pochi, molto richiesti e costosi come ovunque in Grecia.
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