Heronissos

Fino a poco tempo fa, una visita ad Heronissos era qualcosa che solo pochi eletti potevano intraprendere. Vale a dire quelli che possedevano barche, yacht o motoscafi. Ma da quando è stata costruita la nuova strada verso il remoto villaggio, Heronissos non è più solo luogo di fuga per ricchi e chiunque abbia una macchina, una moto o anche una bicicletta può raggiungerla. Heronissos significa “Isola delle vedove”, e ha probabilmente preso questo nome perché un tempo era considerato un posto lontano e desolato… Questo molto prima che il turismo trasformasse i proprietari di spiagge in uomini ricchi! A Heronissos i cambiamenti arrivarono lentamente, e, poiché non c’era una strada, il villaggio rimase a lungo un luogo isolato e remoto, sebbene sia proprio quello che rimane della desolazione del passato a regalare oggi al villaggio fascino e romanticismo.

”In passato sono stato spesso a Heronissos in barca – racconta Matt Barrett con amici e la cosa più bella era mangiare le splendide aragoste poco costose nella piccola taverna sulla spiaggia chiamata Ammoudi. Lasciavamo Kamares e in quindici minuti raggiungevamo il porticciolo, facevamo una nuotata e poi facevamo festa, mangiando aragoste e verdure a km 0, vino fatto in casa, e poi si tornava a Kamares per un sonnellino pomeridiano. Erano bellissimi periodi! Adesso le aragoste sono per lo più sparite e non sono più economiche come un tempo! Ma se hai bisogno di cambiare e ti piacerebbe vedere il piccolo laboratorio di Kostas Depastas, uno degli ultimi della vecchia scuola di ceramisti di Sifnos, allora non importa come arrivarci: in auto, in barca o sulle ginocchia, se hai un forte interesse per la ceramica di sicuro la visita di questo laboratorio è d’obbligo!”.

Matt Barrett a Heronissos

Una volta andammo a Heronissos in un freddo giorno d’inverno, subito dopo Pasqua, e decidemmo di fare una gita al monastero di Saint Simeon, sulla montagna che protegge Kamares dai venti del nord, che quel giorno era coperta di nuvole. Ero già stato lì una volta con il mio amico Dino in una giornata simile. Avevamo fatto un giro in moto per ritrovarci nel mezzo di un’incredibile nebbia, incapaci di vedere più di venti piedi più in là. Ma guardando giù dalla montagna potevamo veramente vedere la corrente del vento che saliva sulla montagna. All’improvviso le nuvole si aprirono per rivelare la bellissima baia blu di Kamares, baciata dal sole, e fu come passare dall’essere ciechi al vedere. Eravamo talmente pieni di felicità che ridemmo rumorosamente e per un breve istante ci sentimmo come illuminati. Cerco di portare un po’ di quella risata con me da allora, anche se Dino morì inaspettatamente un anno dopo, ogni volta che alzo lo sguardo e vedo il piccolo monastero bianco seduto in cima a quella grande montagna. E questa giornata invernale, con la cima della montagna nuovamente nascosta dalle nuvole, è sembrato il giorno perfetto per tornare lassù e condividere uno dei miei momenti migliori con i miei due amici più cari, Andrea e Pietro. L’unico problema fu che quel giorno che ci perdemmo. In qualche modo abbiamo passato la strada al monastero, forse per via della costruzione della nuova strada qualcosa era cambiato, o forse fu la nebbia a confonderci. Qualunque cosa fosse, siamo andati a caso e ci siamo trovati a guidare sulla strada più accidentata della Grecia a 2 miglia all’ora guardando una lunga valle e un’altra strada che poteva essere solo la leggendaria strada per Heronissos. Una volta arrivati sulla strada di Heronissos è stato come guidare in paradiso. Guidammo lentamente per le successive tre miglia oltre spoglie montagne e piccole fattorie finché iniziammo a vedere che ci stavamo avvicinando alla civiltà… Ed ecco che finalmente raggiungemmo Heronissos, adagiata su una penisola che si protende su una baia lunga e stretta, che sembra quasi un fiume, su uno dei mari più impervi che abbia mai visto nell’Egeo (almeno quel giorno!)”.

E ancora: “Heronissos è, in fondo, una piccola spiaggia ed un gruppo di case in pietra che si stringono a forma di ferro di cavallo attorno alla stretta baia. C’erano alcune barche da pesca ancorate nel porto ben riparato e alcuni bambini che giocavano sulla spiaggia. Un cane correva avanti e indietro, suppongo esasperato dal vento che soffiava fortissimo e chiunque vivesse lì si stava probabilmente rifugiando dentro casa. Trovammo Kosta Depastas, il vasaio, e fummo felicissimi di visitare il suo piccolo negozio, una stanza spoglia piena di ceramiche semplici. Ci ha invitato nel suo laboratorio, dove si è seduto e ci ha raccontato del suo lavoro, della sua ricerca dell’argilla sulle colline, e ci ha anche mostrato alcune delle sue creazioni, coppe e boccette di vino, che aveva creato durante il lungo inverno in questo luogo remoto. Ci ha anche mostrato come lavora e mentre scattavo foto dopo foto, non sapendo esattamente cosa avrei fatto con esse ma capendo, dentro di me, sapevo che stavo assistendo a qualcosa di molto speciale. Alla fine siamo tornati in macchina e siamo andati a Artemona portando con noi un vecchio abitante del villaggio che ci ha raccontato molte cose su Heronissos, ma non ha potuto rispondere a nessuna delle nostre domande perché era sordo! Siamo tornati a Kamares senza incidenti. Il vento si stava calmando e Vangelis al bar Stavros ci disse che da domani sarebbe tornato il bel tempo. Questa era una buona notizia, ma allo stesso tempo, in quei rari giorni in cui il tempo a Sifnos non è estivo come previsto, ci si sente abbastanza felici di fare qualcosa che normalmente non si fa, come fare un giro a Heronissos o scalare una montagna cercando l’illuminazione. Da allora, un viaggio a Heronissos è una cosa abituale che facciamo quando visitiamo Sifnos. La nostra casa a Kea è ora piena di ceramiche di Depastas. La spiaggia è solo una piccola striscia di sabbia che corre tra le due sponde e un lungo canale di mare che sembra quasi un fiume. Ora ci sono molte più case e le fermate degli autobus nel grande parcheggio in cima al villaggio dove Kosta, che aveva il nostro ristorante preferito ad Agia Marina, ha aperto un nuovo locale che si affaccia sul piccolo porto. Ci sono ancora gli altri due ristoranti di pesce in basso e sono ancora ottimi anche se un po’ più costosi di quelli che c’erano prima che costruissero la strada. Il cibo nei ristoranti è ancora buono e il pesce è ancora fresco: puoi scegliere la tua aragosta direttamente da un cesto legato al molo. Se vivi ad Heronissos e non sei un vasaio o un contadino non c’è molto altro da fare se non pescare! Se visiterete Heronissos quello che avrete da fare sarà nuotare e mangiare l’ottimo pesce locale!”.

La ceramica di Sifnos

Una tradizione antichissima, il primo reperto di ceramica ritrovato risale al XVIII sec AC.
Nel diciottesimo secolo le ceramiche e i ceramisti di Sifnos hanno iniziato a viaggiare e ad esportare le loro opere in tutta la Grecia.
Ancora oggi sull’isola si pratica questa antica arte, tramandata di padre in figlio, molti utilizzano ancora le tecniche antiche, qualcuno la ruota a pedale ma sicuramente l’argilla arriva dalle colline dell’isola.

Se passerai la tua vacanza a Sifnos, non puoi andare via senza aver visitato almeno uno degli studi di questi magnifici artisti!