Chios
Chios


L'isola del mastica, Patrimonio Immateriale Unesco, Chios è un viaggio per un'esperienza a tutto tondo
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Situata di fronte alla costa est della Turchia, Chios è un’isola dell’Egeo Orientale, il cui capoluogo è un importante porto. Da sempre conosciuta per l’esportazione di mastice, Patrimonio Immateriale Unesco, ma anche per la produzione di fichi, di vino e di olio, Chios è un’isola da sogno, tutta da scoprire, ricca di spiagge bellissime, sentieri da esplorare, e con una ricca storia. Chios non è un’isola turistica. Chios è tradizionale ma anche industriale, popolosa e rumorosa, viva ed affascinante. La ciliegina sulla torta, per l’isola di Chios, è la sua gente: amabile ed orgogliosa, saprà accoglierti alla scoperta della sua incantevole terra. Per molti versi simile alla vicina isola di Lesbo, Chios è una di quelle isole che necessita di almeno una settimana per essere esplorata davvero. Ma, una volta capita, non vorrai più andartene…

Maggiori informazioni su Chios

Rispetto alla maggior parte delle isole delle Cicladi che, anche se bellissime, sono in un certo senso “intercambiabili” perchè tutte un po’ simili tra loro, Chios, così come Lesbo, è un’isola molto varia, nella quale un villaggio può essere diversissimo dall’altro. L’isola presenta diversi lati e moltissime sfaccettature, che non ti stancherai mai di scoprire. In certi giorni il traffico a Chios Town potrebbe sembrarti un inferno, il porto potrebbe sembrarti un luogo desolato, e la musica proveniente dai bar troppo invadente… ma  la verità è che per raggiungere la vera Chios, devi passare dalla sua città e dalle sue contraddizioni. Direi che la parte migliore di Chios è il resto dell’isola, fuori da Chios Town. Le fantastiche spiagge hanno un mare caraibico, e sono tantissime, disseminate in ogni angolo della costa, in modo da poter offrire a tutti il tipo di spiaggia che si preferisce. Il vento soffia da nord e non ti piacciono le onde? Vai a sud. Ti piace surfare? Vai a nord. Ti piace fare snorkeling? L’isola è fatta per te. Ti piace la spiaggia affollata? Troverai anche quella

Chios da non perdere

• Il Rouketopolemos in occasione della Pasqua Ortodossa
• Il Museo della Mastiha a Pyrgi

• Il Monastero di Nea Moni, Patrimonio Unesco dell’Umanità
• Il Museo Archeologico di Chios Town

Cosa vedere Chios

Le spiagge di Chios sono tutte magnifiche, ma la notizia più bella è che la maggior parte di esse sono tendenzialmente vuote e poco frequentate, anche in alta stagione. Quindi potrai goderti davvero il mare dell’Egeo senza nessun problema, soprattutto lungo la costa ovest ed a sud del villaggio di Pyrgi. Le più conosciute sono la spiaggia di Karfas e la spiaggia di Megalo Limnionas.
La zona più particolare di Chios è l’area conosciuta come Mastikahoria, 24 villaggi medievali fortificati costruiti per proteggere le piantagioni di Lentisco, albero dalle cui preziosissime gocce veniva prodotto il mastice. Il mastice, la resina dell’albero del Lentisco, che su Chios cresce in una delle sue più rare e pregiate qualità, ha contribuito enormemente allo sviluppo economico e sociale dell’isola di Chios, fin dall’antichità. Il prodotto naturale è stato utilizzato fin da sempre ed ha in generale moltissime qualità e usi, sia in medicina che in cosmesi, grazie alle sue proprietà antibatteriche ed antisettiche. Ippocrate stesso ne consigliava l’uso, e per il mastice furono fatte vere e proprie guerre a Chios. Le città fortificate di questa zona sembrano rimaste sospese nel Medioevo, anche se, naturalmente, si sono attrezzate ed oggi è possibile soggiornare in camere con aria condizionata e comfort di ultima generazione. La cosa più interessante è che questi borghi stanno introducendo l‘ecoturismo sull’isola, e sono secondo me una parte importante del futuro del turismo greco. Uno dei maggiori centri della produzione della mastiha è il villaggio di Pyrgi, dove è stato fondato anche un museo dedicato alla produzione di mastice, il Museo della Mastiha, che si affaccia direttamente su una piantagione. Il villaggio è pittoresco, con una bellissima architettura, le antiche facciate delle case sono decorate con mosaici bianchi e neri e le abitazioni sono tutte contornate da pomodori secchi, che vengono usati, come i peperoncini, per tenere lontana la sfortuna. A Pyrgi, mentre il Museo della Mastiha è multimediale e modernissimo, l’acqua corrente in casa è ancora un’utopia. Qui puoi trovare davvero ogni tipo di prodotto creato con la rinomata resina, dalle creme cosmetiche ai dolci, ai liquori. Pirgy è ricchissima di chiese, tra le quali da non perdere la Chiesa dei Santi Apostoli, una chiesa bizantina del XIII°- XIV° secolo, con bellissimi affreschi. Un’idea per soggiornare vicino a questa zona e vicino al mare può essere il villaggio di Emporios, porticciolo tranquillo sulla cui rotta incontrerai splendide spiagge.

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Altra perla da non perdere della Mastikahoria è il villaggio fortificato di Mesta. Mesta è un labirinto di vicoli, scalinate, case bizantine di pietra, cortili nascosti, un vero e proprio tuffo nel medioevo.  A Mesta, che definirei quasi un museo a cielo aperto, puoi assaggiare il vino tipico locale, il Mestousiko, e la soumna,  il distillato di mastice  e fichi, tipico dell’isola di Chios.
Come abbiamo detto Chios Town è, nelle sue contraddizioni, una città comunque da esplorare. Quando si guarda la città di Chios bisogna tenere presente che la maggior parte degli edifici è stata distrutta dal terremoto del 1881, e che molti sono stati ricostruiti senza tener conto dell’architettura tradizionale. A riguardo di ciò, sappiamo che sono comunque in corso progetti di restauro, specialmente nella città vecchia, racchiusa tra le mura del kastro. Il castello copre circa 4000 metri quadrati ed è stato costruito dai Bizantini nel 10° secolo, anche se le mura furono successivamente rafforzate dai Genovesi e dai Turchi. Sebbene molte delle torri descritte negli scritti del Medioevo non esistano più, le mura e le porte sono impressionanti. Il cimitero turco ospita le tombe di molti notabili turchi tra cui Kapudan Pasa Kara Ali, il comandante della flotta turca che fu distrutta da Kanaris nel 1822 dopo che i turchi avevano massacrato gli abitanti di Chios. Il quartiere all’interno delle mura del castello era il quartiere dei turchi e degli ebrei. C’è un grande parco centrale, Voukianiou Square, con caffè e tavoli all’ombra e una fila di vecchie ouzerie-caffetterie dove i vecchi giocano a backgammon, a carte e persino a scacchi, mentre il proprietario serve ouzo, souma (tsipuro fatto con i fichi) e semplici mezedes. Sul lato nord di Voukianiou Square c’è una lapide commemorativa che ricorda i governanti di Chios proprio nel punto in cui nel 1822 furono impiccati dai Turchi. All’estremità orientale della piazza si trova un’antica moschea turca con un alto minareto. La moschea ora ospita il Museo Bizantino. C’è un mercato centrale vecchio stile con bancarelle di pesce, verdure e persino un negozio di loukamades, nonché un paio di ristoranti molto semplici, frequentati dai locali. Come al solito mia moglie Andrea mi ha costretto ad andare al Museo Archeologico (“È il tuo lavoro Matt !!!”) che nessuno sembrava sapere dov’era, anche le persone che vivevano proprio lì accanto. È difficile da perdere, un paio di isolati dal lungomare di Mixalon Street, che in realtà inizia come Porfyra street. La parte posteriore del museo è in realtà in Museum Street, che inizia come Souri Street. (questo accade molto spesso a Chios, creando ancora più confusione.) Il palazzo è un grande edificio moderno con un numero sorprendente di pezzi antichi e uno staff molto amichevole. Ciò che rende questo museo speciale è che ogni articolo ha una lunga descrizione in greco e inglese. Anche le lunghe iscrizioni sulle tavolette di marmo sono state completamente tradotte, qualcosa che raramente vedi nei musei delle isole greche. Statue greche e romane, una vasta collezione di monete antiche e gioielli e utensili domestici, così come ceramiche e persino un intero mausoleo antico, rendono il museo archeologico di Chios un must per qualsiasi visitatore dell’isola e uno dei migliori musei di tutte le isole greche.
Tra i numerosi musei di Chios Town voglio citare il Museo Marittimo, ospitato in una bella villa neoclassica a diversi isolati dal porto, ma anche il Museo Bizantino, situato nella moschea ottomana del XIX secolo vicino alla piazza centrale. All’interno del Museo Bizantino sono stati raccolti preziosi oggetti rinvenuti durante diversi scavi nell’isola, tra cui sarcofagi, statue, pietre tombali musulmane ed ebraiche, cannoni, colonne, oggetti provenienteìi da diverse epoche storiche, dal periodo crisitano fino al 1700. L’interessantissimo Museo Giustiniani è ospitato all’interno di un palazzo storico (XIV-XV secolo), Palazzo Giustiniani, situato vicino alla porta centrale del castello, ed espone opere importantissime tra le quali affreschi murali bizantini, icone bizantine e post bizantine, statue e miniature. Da visitare inoltre il Museo Etnologico e del Folklore dell’Argentis, all’interno della Biblioteca Korais.
A Chios in estate ci sono una serie di eventi, dalle feste in spiaggia ai grandi concerti che vengono organizzati nel Dimotiki Stadium, di fronte al Museo Archeologico. Mentre mi trovavo a Chios, ci fu il concerto di Antonios Remos… ricordo che i due giganteschi camion per il concerto furono una seccatura totale sul traghetto, bloccando l’ingresso e facendo perdere un sacco di tempo ai viaggiatori!!! Ci sono diversi locali notturni dove si esibiscono cantanti di musica popolare (laika) in paillettes e décolleté.  Vedrai che i manifesti che promuovono questi concerti saranno ovunque, affissi in ogni angolo della città, sulle mura dei palazzi, sui camion che girano coperti di poster, annunciando l’evento attraverso un altoparlante.
Una cosa assolutamente da non perdere sull’isola di Chios è il Rouketopolemos, la grande festa che si celebra a Vrontados in occasione della Pasqua Ortodossa. Rouketopolemos significa letteralmente “guerra di razzi“, e vede fronteggiarsi due gruppi di persone appartenenti a due parrocchie rivali. Migliaia di razzi artigianali vengono sparati dai contendenti, con l’obiettivo di colpire la campana della chiesa avversaria.
Numerosi a Chios sono anche i siti archeologici, sia di epoca preistorica che romana: Aghio Galas, esempio di insediamento neolitico con all’interno la Cappella di San’Anna, di origine bizantina; i siti nell’isola di Psara; il Tempio di Atena a Emporio e di Apollo nell’area di Phana.
Una visita da non perdere è di sicuro quella al Monastero di Nea Moni, sul monte Provateio Oros, a circa 15 km da Chios Town, nella regione centrale dell’isola. Nea Moni è stato dichiarato Patrimonio Unesco dell’Umanità, ed è uno dei più importanti edifici bizantini della Grecia, e forse dell’intera Europa. Il monastero ha un’affscinante storia. Venne fondato con una donazione dell’imperatore Costantino IX Monomahos e di sua moglie Zoe, ma successivamente qui fu trovata un’icona sacra della Vergine Maria, e il monastero continuò ad arricchirsi negli anni. L’edificio ricopre circa 17000 m2 e comprende diversi elementi: una chiesa centrale decorata con ricchissimi marmi e mosaici, una possenta torre difensiva, una cisterna seminterrata dell’undicesimo secolo, le celle dei monaci. I suoi mosaici, assieme a quelli del Monastero di Daphni e di Ossios Loukas, sono tra i migliori esempi di arte macedone rinascimentale della Grecia. Il monastero è circondato da un muro irregolare di pietra, che contiene anche due piccoli templi, il Tempio della Santa Croce e il Tempio di Agios Panteleimonas. Per maggior info sul monastero, potete visitare la relativa scheda Unesco http://whc.unesco.org/en/list/537
L’ingresso è gratuito.

Dove Mangiare a Chios

A Chios, come nel resto delle isole di questa parte dell’Egeo, la meravigliosa cucina greca si contamina con interessanti influssi orientali. I prodotti tipi dell’isola sono gli agrumi, soprattutto mandarini e cedri, frutta secca, mandorle, pistacchi e fichi. Ottimi i dolci, i biscotti, le caramelle, i liquori, le marmellate e le gelatine.

Storia, informazioni utili ed i consigli di Matt Barrett su Chios

L’isola fu abitata sin dal Neolitico, e ne sono state trovate testimonianze a Spilaio, nel nord di Chios. Prove di civiltà durante il periodo proto-ellenico sono state trovate a Emboreo. Manufatti micenei sono stati trovati a Fana e nella città di Chios. La mitologia dice che il primo colono di Chios fu Oinopionas di Creta, il nipote del re Minosse che insegnava agli abitanti l’arte della vinificazione. Il nome Chios apparentemente proviene da sua figlia Chiona, anche se potrebbe essere anche dalla parola fenicia per mastica. Il primo re di Chio fu Anfizio di Evia. Successivamente l’isola fu colonizzata dai greci ionici della costa dell’Asia Minore. Nel VII secolo aC l’isola era una potenza importante. Presumibilmente Omero è nato a Chios e i suoi studenti hanno diffuso la poesia epica omerica in tutto il mondo greco antico. Nel 6° secolo vi era una scuola di scultura sull’isola e l’antico tempio di Phanios Apollo vicino a Fana, nel sud di Chios. La prima democrazia del mondo antico, la Grande Alleanza (Megali Ritra) fu fondata nel 600 aC su Chios e si ritiene che Solone abbia basato le sue riforme per Atene su di esso. Ciò portò ad un periodo di pace e prosperità per i Chioti che furono definiti da Tucidide il popolo più ricco della Grecia. Sebbene Chios non abbia stabilito colonie come hanno fatto altre città greche, hanno creato una serie di postazioni commerciali nel mondo antico. Anche nei tempi antichi il mastice veniva scambiato, per il suo uso nelle medicine.

Storia ed Info su Chios

Dopo un periodo di espansionismo persiano, quando il re Dario aveva installato tirannie in tutte le città ioniche che cadevano sotto la sua influenza, la rivoluzione del 499 aC vide i Chioti scacciare il loro tiranno e combattere i persiani nella battaglia di Ladi, solo per vedere l’isola riconquistato nel 493BC. Sebbene fosse stato costretto a combattere dalla parte dei persiani nella battaglia di Salamina, la sconfitta della flotta persiana portò Chios nell’alleanza ateniese che portò a un nuovo periodo di prosperità, arte e cultura. Nella guerra del Peloponneso l’isola fu alleata con Atene fino alla catastrofica sconfitta in Sicilia quando cadde sotto l’influenza spartana, per poi tornare ad Atene con l’Accordo di pace Antalkideio. Durante il regno di Alessandro Magno, Chios era una guarnigione macedone. Con la sua morte passò al regno dei re seleucidi finché non riacquistò l’indipendenza dopo la battaglia di Magnesia nel 189 aC. Nel 190 aC si allearono con i Romani per sconfiggere i Seleucidi ma in seguito furono distrutti da Mitridate. L’isola fu liberata da Sylla nell’84 aC e entrò in un’epoca buia che corrispondeva con l’inizio del cristianesimo.
Nell’XI secolo i Bizantini costruirono Nea Moni (Nuovo Monastero) e costruirono la fortezza nella città di Chios per difendere il porto dai pirati arabi. Ci fu un breve periodo in cui i Franchi governarono l’isola, ma gradualmente cadde sotto l’influenza dei genovesi che la usavano per pubblicizzare una stazione di transito per i loro viaggi commerciali verso est. Con l’indebolimento dell’impero bizantino, i genovesi divennero più influenti sull’isola. Chios fu donato a Benedetto Zaccaria nel 1307 e fu sotto il dominio genovese fino al 1329 quando fu rioccupato dai veneziani sotto Andronico Paleologo. Quando il genovese riprese l’isola nel 1346, la tenne per altri due secoli, sfruttando l’isola e i suoi abitanti e sviluppando la produzione di mastica. Quando la produzione della seta e l’introduzione degli agrumi arrivarono a Chios, la cultura dell’isola e la ricchezza dei suoi abitanti prosperarono. Fu in questo periodo che furono costruiti i villaggi fortificati del mastice. È anche il periodo in cui Cristoforo Colombo visitò l’isola (come credono i genovesi d’Italia) o nacque e cresciuto a Chio, come dicono le persone di Pirgi. a prescindere da quello che credi che la maggior parte degli storici sia d’accordo sul fatto che abbia trascorso molto tempo sull’isola, abbia avuto interesse per il valore di mastica e abbia avuto tra i suoi uomini marinai di Chios.
Nel 1556 iniziò l’occupazione turca di Chios, sebbene non molto cambiata dal dominio genovese. A causa della Mastica Chios ricevette molti privilegi e l’isola prosperò sotto il dominio turco. Fu durante questo periodo che la maggior parte dei cattolici lasciò l’isola dopo i tentativi infruttuosi fatti dai fiorentini e dai veneziani per catturarlo. L’isola ha continuato a crescere economicamente con un aumento della popolazione di oltre 100.000 persone. Fu fondata la scuola di Chios e furono costruite molte dimore e chiese. Durante la Guerra per l’Indipendenza, nel 1822, Chios ebbe scarsi incentivi a ribellarsi. Le cose erano abbastanza buone sull’isola. Ma un gruppo di ribelli di Samo guidato da Lykourgos Logothetis sbarcò a Chio e con l’aiuto di un piccolo numero di locali guidati da Antonis Bournias, assediò la guarnigione turca al castello. Sebbene ciò non avesse successo, ciò fece infuriare i turchi che lo consideravano un tradimento da parte del popolo di Chio che aveva avuto più privilegi di molti greci sotto l’influenza turca. I ribelli hanno lasciato l’isola lasciando la popolazione locale ad affrontare l’ira dell’esercito turco che per 15 giorni ha massacrato, bruciato, violentato e venduto i sopravvissuti in schiavitù. Questo atto di barbarie ha scioccato il mondo europeo ed è stato raffigurato nel dipinto ‘The Slaughter of Chios’ di Delacroix (dipinto sopra) che è appeso al Louvre di Parigi. A causa della pressione dell’opinione pubblica, i turchi permisero a alcuni dei Chioti di ritornare, in particolare quelli coinvolti nella coltivazione della mastica, sebbene la società insulare non fosse la stessa, la nobiltà era fuggita in Europa. Nel frattempo Costantino Kanaris distrusse la flotta turca nel porto di Chios, uccidendo il Pascià.
Nel 1881 un terremoto uccise oltre tremila persone e distrusse la maggior parte degli edifici che i Turchi avevano lasciato in piedi. L’11 novembre 1912 Chios divenne parte della Grecia. Da allora l’isola con le sue navi e la storia del mare è stata una parte importante della storia, della cultura e dell’economia greca. Durante la seconda guerra mondiale trasportarono l’evacuazione di soldati britannici e greci in Medio Oriente e combatterono nella resistenza contro l’occupazione nazista. Il secolo scorso ha visto molti uomini di Chios lasciare l’isola e molti di loro sono andati a cercare lavoro negli Stati Uniti, in Inghilterra e altrove, mentre altri hanno lavorato sulle barche e sono tornati alle loro famiglie tra un viaggio e l’altro. Molti di quelli che sono rimasti all’estero hanno avuto successo. Qualsiasi visitatore di Chios sarà sorpreso dal numero di persone che non solo parlano inglese, ma parlano come un americano.

Dove Dormire a Chios

Hotel, appartamenti, ville, camere e alloggi su misura per te sull’isola di Chios

Foto di Chios

Come Arrivare a Chios

Chios ha un aeroporto con diversi voli giornalieri da e per Atene con Aegean Airways.
C’è almeno un traghetto al giorno dal Pireo a Chios. Quasi tutti i giorni i traghetti lasciano il Pireo verso le 18:00 e arrivano a Chios alle ore 4 del mattino, troppo presto per controllare il tuo hotel e troppo tardi per sprecare denaro pagando una notte intera. Ma se arrivi, ci sono caffè e ristoranti aperti anche a quell’ora. Fare collegamenti in traghetto con qualsiasi isola eccetto Lesbo può essere complicato.
Le barche per Chios e Lesbo sono moderne e molto carine, a parte un paio. Scegli Blue Star e Hellenic Seaways se queste sono le tue scelte. Ci sono anche battelli giornalieri per la Turchia e la piccola isola di Innousses.
Chios ha un servizio di autobus che ti può portare praticamente ovunque tu voglia andare e se hai bisogno di avvicinarti ci sono i taxi. Ma io consiglio, per comodità, di noleggiare un’auto.

La Mappa di Chios

Recensioni sull’isola di Chios